13 gennaio 2008
Sono gia' trascorsi 10 anni dalla tragica morte di Alfredo Ormando
e il ricordo del suo gesto di darsi fuoco davanti San Pietro a Roma, quel 13 gennaio del 1998
e' ancora vivido nella nostra memoria.
Alfredo rappresenta tutt* noi,
e' morto per denunciare pubblicamente, da credente, le discriminazioni per nulla cristiane perpetrate da sempre dalla Chiesa Cattolica nei confronti di gay, lesbiche e transessuali.
Per denunciare l'ipocrisia e l'odio di chi crede di avere il diritto di stabilire cos'e' e cosa non e' natura.
Grazie a persone come te Alfredo
ogni giorno troviamo la forza di lottare ancora per i diritti civili
di gay, lesbiche, bisessuali, transessuali,
per l'autodeterminazione delle donne e degli uomini,
per la laicita' dello Stato senza l'ingerenza del Vaticano.
Pubblichiamo qui di seguito la tua ultima lettera che non hai mai spedito.
Open Mind


PER I POSTERI
Chiedo scusa al mondo intero per i miei nefandi crimini contro quella natura tanto cara e dissacrata dalla cristianita'.
Chiedo scusa per essere venuto al mondo, per aver appestato l'aria che voi respirate con il mio venefico respiro,
per aver osato di pensare e di agire da uomo, per non aver accettato una diversita' che non sentivo,
per aver considerato l'omosessualita' una sessualita' naturale, per essermi sentito uguale agli eterosessuali e
secondo a nessuno, per aver ambito diventare uno scrittore, per aver sognato, per aver riso,
per aver ucciso mia madre e un'altrettanta persona cara con la soppressione cruenta della mia inutile esistenza.
Il mostro se ne va per non recarvi piu' disturbo e offesa, per non farvi piu' arrossire e imbarazzare e vergognare
con la sua ignobile presenza, per non farvi schifare e voltare le spalle quando lo incontrate per strada.
Non permettete che io abbia una illacrimata tomba, che io diventi un appestato anche da morto.
Se la benzina non avra' fatto il suo dovere, riducendomi in cenere, crematemi e spargete le mie ceneri
nella campagna romana. Vorrei essere utile almeno come concime.
Faccio un accorato appello alla vostra comprensione e generosita'.
Ho vissuto una vita da inferno che quello dei cristiani, a confronto,
mi sembra una favola per far addormentare i bambini.
L'unica valvola di sfogo erano i miei scritti.
Volevo riscattarmi attraverso la narrativa,
ma l'editoria non me l'ha permesso,
e poi chi segnalerebbe mai un finocchio?
Non riuscivo piu' ad ingannare la mia biologica voglia di vivere,
a farmi una ragione della mia emarginazione,
della mia sconfinata solitudine.


Alfredo Ormando


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