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E' la prima pellicola in assoluto che tratta l’argomento dei matrimoni gay. Seguiamo i tre giorni che precedono il matrimonio di tre giovani coppie omosessuali, con i preparativi della cerimonia, gli inviti ai parenti, le ansie, i piccoli incidenti fino al giorno delle nozze la cui cerimonia vedrà gli sposi ed i loro stessi invitati cucinarsi da sé il pranzo nunziale a causa di uno sciopero improvviso da parte dei cuochi dell’albergo dove si deve svolgere la festa. Un film godibilissimo dove coppie gay (i figli) e coppie etero (madri e padri) si contendono la scena, in un susseguirsi di battutine sagaci e gag divertenti. Lo stile e i personaggi richiamano molto quelli dei film di Almodovar, ma anche il tono più leggero dei film di Blake Edwards. Forse c'è troppa carne al fuoco (matrimoni gay, problematiche femminili, la lotta di classe, ecc.) ma l'insieme è molto bene amalgamato e tutto il film corre via in un baleno. Un film moderno per tutte le famiglie, cioè per tutti i tipi di famiglie possibili. Imperdibile.
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Gore Vidal adattò, non senza difficoltà dovute alla censura dell'epoca per i temi gay che affrontava, l'omonima commedia di Tennesse Williams. La storia narra di una ricca vedova che ha perso il figlio (considerato quasi come un'amante) in circostanze misteriose e vuole donare un milione di dollari ad un ospedale psichiatrico a condizione che faccia lobotomizzare la nipote, rimasta traumatizzata dalla morte del cugino di cui è stata l'unica testimone. Valido ancora oggi soprattutto per l'atmosfera suggestiva e morbosa che riesce a creare.
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Essere lesbiche è così di moda di questi tempi che anche le ragazze eterosessuali non vogliono essere escluse dalla festa. Stéphane Giusti, prestata al cinema dalla TV, cavalca l'onda della visibilità lesbica, con riferimenti all'opera di Almodovar che sono molto più di una semplice citazione, rendendo lo svolgersi della vicenda spesso surreale ed esilarante. L'avventura del coming out di Ariane, Eva e Nico. si svolge nella tenuta di campagna della madre di Camille, tanto sostenitrice della causa lesbica da accogliere gli ospiti con la bandiera arcobaleno. E infatti nel corso del week-end non saranno solo le giovani generazioni a scioccare i presenti . . Troppo bello per essere vero, anzi, decisamente inverosimile? Pourquoi pas moi? è un film che insegna alle mamme e ai papà che non è mai troppo tardi per cambiare prospettiva sulle cose e, per alcuni di loro, per inventarsi una nuova vita. Con la pop star anni '60 d'oltralpe Johnny Halliday nella parte di un torero in pensione.
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Adattando per lo schermo un bel romanzo di Ruth Rendell, ne "Il buio nella mente" il cineasta parigino ci racconta i due personaggi femminili ad un tempo speculari e reciprocamente integrantisi: legate da una amicizia ambigua sconfinante in una sorta di criptomonozigotismo spurio, Sophie e Jeanne trovano nel comune disprezzo per le leggi e per la rispettabilità borghese il cemento necessario alla propria unione ed al contempo la miccia destinata a far esplodere le furie dell'Es a lungo represse.
Così, la splendida dimora della facoltosa famiglia Lelièvre diviene il luogo ideale per celebrare il rito (" la cérémonie " del titolo originale) omicida, nichilista e dissacratorio - quell'accanirsi su libri e suppellettili, a significare la natura sottesa di vendetta di classe della strage - che la coppia porta a termine con una determinazione ed una allegra ferocia qualificanti il loro gesto come premorale più che amorale. Chabrol impagina magistralmente una così cupa materia, trovando in Sandrine Bonnaire ed Isabelle Huppert le interpreti ideali per incarnare queste Thelma e Louise ossessive, parossistiche e survoltate.
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I Thévenot e i Sénéchal continuano a scambiarsi inviti per un pranzo, ma non riescono mai a mangiare. Scritto col fido Jean-Claude Carrière, questo opus n. 30 dello spagnolo di Calanda è forse il suo film più francese e squisito: la trovata del Pranzo Continuamente Interrotto potrebbe far da motore a una commedia di boulevard. L'angelo sterminatore ha in mano il fioretto dell'ironia e lo maneggia con grazia incantevole, ma, surrealista sereno e sorridente, ricorre all'esplosivo onirico per far saltare in aria la borghesia e i suoi pilastri: polizia, chiesa, esercito. I sogni non servono a evadere dalla realtà, ma a farla conoscere più profondamente. Un compendio di tutto il cinema bunueliano.
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