
1. vedo tutto rosso

2. si parte!

3. sdrammatizziamo

4. piazza Università
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(paca) Un lungo corteo di mille persone è sfilato ieri nel cuore popolare della città, seminando parole e striscioni in ricordo della Liberazione dove mai era accaduto prima: ai Cappuccini, all'Antico Corso, al confine con S. Cristoforo. E' stato il 25 aprile della "resistenza sociale" tanto voluta dai giovani, in particolar modo quelli dell'Experia: un corteo unico con i mille volti della sinistra, dei sindacati, dei partigiani, per portare "Bella ciao" e il rap delle "posse" in via Plebiscito, accanto a macellerie e pizzicagnoli sempre aperti, dove l'unica calca che toglie il respiro è quella di Sant'Agata. Un successo, a giudicare dalla folla che lentamente ha gonfiato il lungo corteo partito quasi all'osso alle 10 da piazza Manganelli, ma che poi ha finito per attirare sempre più gente, fin quando all'una in punto in piazza Dante Carmelo Mio, presidente provinciale dell'associazione dei partigiani, ha letto un ricordo della Resistenza capace di mettere d'accordo tutte le anime di una sinistra che solo l'anno scorso non era riuscita a sfilare unita. C'è un "clima di rottura" in Italia, dice Mio: Viviamo "un momento in cui l'antifascismo diventa un fatto opinabile", in cui "ci sono forme di fascismo strisciante e tentativi di falsificare la storia. Il sonno della memoria genera mostri", dice citando Brecht (...)
Paolo Casicci
(fonte: Giornale di Sicilia)
Un monito questo che ieri è risuonato per tutto il Paese, ribadito dalle parole del Presidente della Repubblica Ciampi, che considera indispensabile che "nessuna delle vicende di quegli anni venga dimenticata"; dunque "nessun revisionismo per il 25 Aprile", "perché" secondo Fassino "la storia si scrive una volta sola, e l'hanno scritta quelli che sono morti per la libertà".
Noi dell'Open Mind abbiamo sfilato il 25 Aprile, come cittadini italiani, fedeli agli ideali antifascisti della Resistenza, che si oppose ad un regime che calpestò i valori e la dignità dell'Uomo, e in ricordo e memoria dei compagni omosessuali perseguitati dal regime, deportati, rinchiusi nei campi di concentramento, con un triangolo rosa sul petto (nero per le donne) per indicare la categoria di appartenenza. Ricordiamo anche tutte le altre minoranze perseguitate dal nazifascismo, i neri, gli ebrei, gli zingari, i dissidenti politici.
Ricordiamo.
RICORDARE e RESISTERE.
Oggi come ieri.
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5. piazza Duomo

6. la presidente

7. l'arrivo

8. il riposo del guerriero
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