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Rassegna Cinematografica 2007 I feEL QUEER
Il
termine queer vuol dire molte cose, non tutte coerenti, è fluido,
permeabile, sfuggente.
E' un aggettivo che nella lingua inglese, in origine, significava
"strano". Il termine, a sua volta, deriva dal tedesco que che
significa di "traverso" e che nel dialetto napoletano ha dato origine a
"quequero". In inghilterra era usato come insulto rivolto a persone
gay, equivalente all'italiano "frocio" o al catanese "puppo".
Il suo uso ha subito profondi cambiamenti ed è attualmente controverso.
Molte persone LGBT (lesbiche, gay, bisex, trans) e "minoranze" etero
ritengono che autodefinirsi queer sia un modo positivo per
riappropriarsi di una parola a loro ostile e così indebolirla del suo
potere offensivo; per superare le rigide limitazioni della tradizionale
interpretazione binaria dell'orientamento sessuale (omo/etero o bi-) e
dell'identità di genere (maschile e femminile); e ancora per
contrapporsi agli stereotipi diffusi nello stesso ambiente LGBT.
Definirsi queer significa buttare nel cestino le categorie sessuali e
le aspettative sociali ad esse culturalmente legate.
Le proiezioni si svolgeranno nella nostra sede di via Gargano 33 e avranno inizio alle ore 21.30 .
Per informazioni: tel. 095.532685 o
opencatania@tiscali.it

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Una storia che si intreccia su più piani narrativi unendo le vite di tre
donne di epoche diverse, tutte accomunate dalla voglia di vivere la loro esistenza in modo diverso da quello che la società ha
scelto per loro e dal romanzo "Mrs. Dalloway". La prima è la stessa Virginia Woolf (Nicole Kidman) che nella Londra degli anni '20 lotta
contro la follia, che ormai la aggredisce sempre più spesso,
tentando di terminare la stesura del suo ultimo romanzo, "Mrs. Dalloway" appunto. Virginia è indipendente e lontana anni luce dai
valori familiari che governano la società del suo tempo e quindi tenta inutilmente di dibattersi fuori dal suo stagno esistenziale
riuscendo soltanto ad aumentare la sua amarezza. La seconda è Laura Brown (Julianne Moore), insoddisfatta casalinga americana del dopoguerra,
che trasfigura i suoi desideri di evasione nel romanzo che sta leggendo, "Mrs. Dalloway" ovviamente. Anche lei sembra incapace di realizzare
i suoi sogni di indipendenza, come la scrittrice prima di lei, e sembra pronta a mettere in gioco tutta la sua vita. La terza,
ed ultima, è Clarissa Vaughan (Meryl Streep), una sorta di incarnazione contemporanea di Mrs. Dalloway o forse della stessa Woolf,
l'unica che apparentemente sembra essere stata in grado di dirigere la vita lontano dai binari del conformismo abbracciando così
una felicità che alla fine si dimostra più complessa del previsto.
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Sissy, vera anticonformista, ha la peculiarità di avere due abnormi pollici, che le permettono
di fare l'autostop e di viaggiare da un opposto all'altro degli Stati Uniti. Senza problemi
economici, grazie ai suoi guadagni come modella per la Yoni Yum, una casa di cosmesi di cui
lei è la testimonial, la "Dew Girl", Sissy dà libero sfogo alla sua voglia di muoversi, viaggiare ed essere libera.
L'uomo che potrebbe addomesticarla è Julian, un mezzo sangue indiano che le piace. Gli altri uomini
importanti nella vita di Sissy sono il suo datore di lavoro, Contessa, proprietario della Yoni Yum e di una
beauty farm, il Rubber Rose Ranch, e l'uomo che la istruisce e la illumina, Chink, un vecchio profeta che vive
sulle montagne vicino al Rubber Rose Ranch. Al ranch, Sissy incontra le cowgirls - le managers della beauty-farm.
I terreni del ranch ospitano anche una colonia di fenicotteri fermatisi un giorno nella loro annuale migrazione
e che è stata "requisita" dalle cowgirls. Questa rara specie di fenicotteri esegue una particolare e sensuale
danza di corteggiamento la cui bellezza è unica al mondo e le autorità statali ne esigono la restituzione.
Ma Bonanza Jellybean e Dolores Del Ruby, le due cowgirl sospettate dalle autorità di aver perpetrato il "furto",
sono decise a non restituire i fenicotteri, convinte che questo mondo patriarcale e brutale non meriti un tale spettacolo di bellezza
e grazia.
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Una ragazzina bugiarda e viziata (Balkin) rovina la vita a due insegnanti, Karen (Hepburn) e Martha (MacLaine), accusandole falsamente di lesbismo. Intelligente e raffinato adattamento di un testo teatrale di Lillian Hellman che Wyler aveva già portato sullo schermo nel 1936 (La calunnia, dove Miriam Hopkins - che fa Mrs. Mortar - interpretava la parte qui affidata alla MacLaine): questa volta, però, la maggior libertà concessa dalla morale hollywoodiana permette a Wyler di affrontare apertamente il problema dell'omosessualità. E i recenti tempi di maccartismo, oltre al clima da guerra fredda che invade l'America, servono al regista per trovare nuovi punti di riferimento nel creare un'atmosfera di paranoia e sospetto. (P. Mereghetti)
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Siamo alla fine del '500, durante il regno della regina Elisabetta, in uno dei più bei castelli d'Inghilterra, Knole (la casa di Vita/Orlando); conosciamo Orlando a sedici anni quando, splendente di giovinezza nella dimora avita è un poeta inquieto e curioso"… un milione di candele ardevano in Orlando, senza che egli si desse pensiero di accenderne neppure una sola. Era agile come un cervo senza bisogno di pensare alle sue gambe. Parlava con la voce che la natura gli aveva dato ed ecco che faceva risuonare un gong d'argento…" Persino l'anziana Elisabetta ne rimane affascinata tanto da chiamarlo presso sé a corte e conferirgli l'ordine della Giarrettiera. Poi, nell'anno del grande gelo, 1608, Orlando si innamora di una bellissima principessa russa, Sasha, in visita a corte, che danza sul ghiaccio con piglio speciale; non esita a rinunciare al casato ed alla sposa promessa per fuggire con lei. Ma appena il Tamigi ghiacciato tornerà a fluire lei se ne va. Orlando resterà per lungo tempo legato al ricordo della ragazza: il crollo di quell'amore e' il crollo del suo stesso mondo … cade nel sonno per una settimana … poi, sempre nel tentativo di dimenticarla, siamo ormai nel 18° sec., si fa mandare a Costantinopoli come ambasciatore di sua maestà Carlo; qui assiste allo scoppio di una sommossa, senza riuscire a riconoscersi nel ruolo militare e virile della guerra… caduto ancora in un sonno lungo sette giorni … Orlando si accorge al risveglio di essere diventata donna. Dopo aver vissuto per qualche tempo come capraia con una tribù di nomadi con cui impara molto, Lady Orlando decide di tornare in Inghilterra. "…Ma presto Orlando doveva imparare a sue spese quanto poco possano i tempestosi palpiti dell'entusiamo contro le ferree costrizioni della legge, e come questa sia più ferrea delle pietre del ponte di Londra, e più severa parli la sua bocca che non quella di un cannone…" "…non era passato molto tempo e in Orlando l'uso delle vesti femminili aveva modificato persino i tratti del viso… Per quanto sembrino cose di secondaria importanza, la missione degli abiti non è soltanto quella di tenerci caldo. Essi cambiano l'aspetto del mondo ai nostri occhi e cambiano noi agli occhi del mondo… Così si potrebbe sostenere che sono gli abiti che portano noi e non noi che portiamo gli abiti…" A Londra Orlando frequenta i salotti dei più famosi intellettuali e poeti che alternano ad un illuminismo noioso e astratto una misoginia imbarazzante. Nel 19° secolo, quale giovane e avvenente signora del suo tempo, Lady Orlando si confronta con la costrizione del matrimonio, con i compiti che la società si aspetta da una donna dabbene, con la negazione di identità patrimoniale propria garantita solo da un'erede maschio ... L'incontro con Shelmerdine le porterà infine l'amore e la pattuizione della libertà ... Nel finale del film però qualcosa cambia rispetto al libro ... comunque dopo quasi quattrocento anni Orlando è ancora una giovane donna che non dimostra più di 36 anni. (da cinemadonne.it)
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Aimée und Jaguar è la versione cinematografica della vera storia di Lily e Felice presentata nel documentario Love Story. Lily Wust era moglie di un soldato del Reich tedesco impegnato sul fronte orientale e madre di quattro figli: la perfetta donna ariana. Felice Schragenheim era una ragazza ebrea che viveva sotto falso nome, attivamente impegnata nelle attività clandestine della Resistenza. Due donne il cui amore fu più forte dell'odio che avrebbe dovuto separarle.
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