A'RRAGGIA - aperiodiche esplosioni di libera creatività
Scritto da A'RRAGGIA
lunedì 07 agosto 2006
A’RRAGGIA non è una fanzine musicale e basta: è politica, per come la intendiamo noi anarchici, ovvero parte della nostra quotidianità. Per questo ogni commento, ogni domanda, non nasconde il fatto che ogni contenuto nasca da una chiara posizione. Siamo contro lo stato e il capitale, contro le galere e le religioni, contro l’autorità e l’esercito e tutto ciò che consegue a livello sociale.
FOTOCOPIARE e DiSTRIBUIRE un giornale significa per noi applicare l’autoproduzione al 100% con tutti i mezzi più facilmente raggiungibili per noi e per gli altri al fine di riprodurre quest’idea. Significa che esprimere il nostro punto di vista è molto più facile di quanto si possa immaginare, almenonei mezzi. Significa abbattere il concetto di copyright poiché non abbiamo bisogno che l’informazione che vogliamo fare sia tutelata dalle leggi che proteggono la proprietà intellettuale. Al contrario, vogliamo che sia diffusa il più possibile. Chiunque può distribuire A’RRAGGIA liberamente e a proprio piacimento, tranne per profitto economico personale.
AUTOPRODURRE un giornale significa essere parte attiva di ciò che ci circonda, portare il nostro punto di vista e, soprattutto, non essere spettatori passivi di un cinema-teatro di situazioni concatenate già viste, programmate, confezionate, e vendute a un pubblico pagante. Per fare questo il nostro mezzo è una redazione completamente aperta, a cui chiunque può contribuire, secondo il principio della responsabilità individuale.
Non finisce qui, statene certi...
Ultimo aggiornamento ( domenica 07 gennaio 2007 )
DON'T STOP THRASHIN' - 12/01/2007 @Spazio Anarchico Libera (MO)
‹‹Una zine è una pubblicazione messa insieme e distribuita dal suo autore (o autori), per passione e non per profitto. Possono essere fotocopiate o stampate; piccole o grandi; scritte a mano , a macchina, al computer o disegnate; su qualsiasi argomento interessi il loro creatore›› Sara Dyer, Action Girl Online.
In che modo una fanzine si distingue nei contenuti da una comune rivista?
‹‹Se la comunicazione potesse essere paragonata al cibo, tutto ciò che viene servito dai mass media è stato svuotato dinutrimento per gli interessi e le finalità egoistiche delle corporazioni. In mezzo a un simile panorama di menzogne, il movimento delle zine si è sollevato ovunque come una idra del discontento. Finalmente una comunicazione originale, fresca e sincera tra gli individui su vasta scala.Questo è un movimento senza capi o portavoce, e non esistono standards che dettano ciò che può o non può essere presentato.›› V.Vale, RE/Search.
Mi è parso… tristemente… doveroso riportare su una fanzine parole che chiariscano cosa sia una fanzine… Chi mi conosce di persona avrà scoperto presto il mio interesse per cose assolutamente inutili e troverà inusuale il mio serioso (seriale? serotoninico?) tono qui/ora… Veicolare un messaggio (per qualsiasi motivo lo si faccia, in qualunque modo...) vuol dire sempre considerare un destinatario… e io che tiro fuori carta stampata che nessuno mi ha chiesta, esperisco, per ogni mia battuta, un atto comunicativo inevitabilmente polarizzato in direzione di un ricevente… inutile menarsela tanto…: se penso delle cose posso benissimo non sentirmi obbligato a scriverle e addirittura, di tasca mia, a stamparle e diffonderle… Mi sono reso conto che, nella mia città, tra quelli che hanno impattato A’rraggia, pochi hanno inteso quel minimo di intenzione che c’era e c’è dietro. In realtà le critiche esplicite sono state poche… e questo rende forse quel lo che scrivo esagerato… come esagerato è stato d’altronde il mio stupore per quelle critiche così insignificanti tipo: lo “scarso contenuto informativo” della fanza… o: il carattere troppo “soggettivo” degli interventi… o per: [l’ atteggiamento di qualche gruppo amareggiato a dispetto delle lusinghiere parole spese per lui da a’rraggia]… Bene: Venuto a patti con l’ineluttabilità del fatto che una pubblicazione messa insieme e distribuita da me (su qualsiasi argomento m’interessi) debba per forza fare i conti con cose che fondamentalmente non mi appartengono (gli altri e le loro opinioni) ma con cui inevitabilmente mi devo misurare nel considerare il piccolo “destino” di ciò che ho buttato fuori, mi sento obbligato a fare delle precisazioni sparse: Chiunque si aspetti di “essere informato” da A’rraggia aspetti e speri… Non si è qui intenzionati alle pubbliche relazioni, a far venire “certa gente” a conoscenza di “certe cose”… Fisicamente A’rraggia si presenta come l’emerso di eventi e fermenti che la società del nostro tempo, con i simulacri dei suoi valori e del le sue conquiste epistemologiche, relega allo stato di sommerso ⋄invisibile⋄ (vorrebbesi) inesistente… Un fermo e riuscito tentativo di sancire un presente, smascherare un paradosso e verificare la concretezza di un’esprimersi che si apre all’altro come a suggerire, ammiccando, la possibilità di un reale riappropriarsi dei meccanismi del comunicare… Un esercizio di libertà si colloca necessariamente negli ambiti della soggettività… A’Rraggia è fiera di essere figlia di persone irritanti e si gode la deliberata sciattezza di certe sue uscite… come una sua certa occasionale eleganza… A’rraggia non vuole aiutare nessuno. Tanto meno bande musicali che ieri si sono formate e domani vogliono un contratto… A’rragia non rispetterà la professionalità di chi punta a prodotti competitivi… A’RRAGGIA ha sospeso il concorso all’ultimo istante… E se i concorrenti fanno fatica ad accettare esclusioni e/o squalifiche chiaramente immotivate… beh… cazzi loro! ...A’RRAGGIA questa volta non ha tollerato tanta arroganza…